L’urna di Anagni

La storia completa e alcuni dati bibliografici sulla bellissima urna ritrovata nel territorio di Anagni nel 1899, poi sparita per anni e ricomparsa nella collezione del Metropolitan Museum a New York:

Quasi tutti i musei con un patrimonio di arte classica ha urne cinerarie, ma la maggior parte sono a forma di modelli architettonici con colonne, frontoni o vasi con coperchio. Poche sono eccezionali opere d’arte.
”Abbiamo solo quattro o cinque urne, e la maggior parte di loro sono abbastanza standard”, ha detto il signor Carlos Picon (curatore incaricato dell’arte greca e romana presso il Metropolitan Museum). ”Questa è la più insolita capitata sul mercato in più di una generazione.”
L’urna è stata scavata nel 1899 da una tomba nei pressi di Anagni, 33 miglia a sud est di Roma. Nella prima arte imperiale romana, trofei e fregi d’arma sono più comunemente trovati come decorazioni su archi trionfali monumentali. ”Diamo per scontato che è stato commissionato per qualcuno in alto in campo militare,” ha detto il signor Picon.
Gli studiosi ritengono che i disegni potrebbero essere stati copiati da un arco trionfale, oggi perduto, e che l’urna è un importante documento storico che mostra il tipo di armi usate in battaglia dagli eserciti.

tratto da Inside Art – New York Times

 

L’oggetto ha fortuna: pubblicato almeno altre nove volte in altrettanti testi. Ma mostra sempre una vasta parte di uno dei due pannelli maggiori mancante: nell’angolo in alto, a destra. Una foto del 1928, è sicuramente diversa da quella che l’ha resa nota: presumibilmente, l’urna è ancora ad Anagni. Matilde Mazzolani per prima la dichiara «dispersa», nel 1969. E proprio dagli Anni 60, l’oggetto si ritrova a Londra: prima è del collezionista K. J. Hewett, morto nel 1994 a 80 anni, poi, di Howard Ricketts. Ma nel 1976, varca l’Oceano. È a Chicago: cambia per tre volte padrone, fino a che non va all’asta da Sotheby’s, a New York.

IL FRAMMENTO

Intanto, a Londra, in un’altra asta di Sotheby’s del 1988, compare anche il frammento mancante. Dichiarato, in maniera errata, «copia dall’antico». Però, all’atto dello scavo, la contessa Lovatelli aveva certificato che niente di più era stato trovato: i tombaroli si sono prodigati, nuovamente, nel terreno della scoperta? Comunque, il lacerto è comperato da Ariel Herrmann, che, poco dopo l’acquisto dell’urna da parte del Met, lo dona al museo. Combacia perfettamente, e completa la faccia mutila. In gran parte ricomposta (tranne un lato minore con la falsa porta), l’urna viene esposta nella nuova galleria del Metropolitan, restaurata grazie al dono di 20 milioni di dollari della fondazione Shelby White e Leon Levy: famosa coppia di collezionisti, che ha già restituito all’Italia oggetti scavati di frodo, Infatti, non disdegnava di acquistare capolavori dell’antico estratti illegalmente dal nostro sottosuolo, ed usciti di contrabbando dal Paese.

IL GIALLO

Ariel Herrmann nasce Kozloff, è stata curator al museo di Cleveland e suo marito John, a quello di Boston. Entrambi sono spesso citati nel processo contro Gianfranco Becchina: uno dei due grandi “trafficanti” italiani cui, in Svizzera, sono stati confiscati migliaia di pezzi e foto. John viene definito mediatore per la coppia Levy-White. La moglie, per ammissione del memoriale di Robert Hecht, che ha ceduto al Met il Cratere di Eufronio con la “Morte di Sarpedonte” ora tornato a Villa Giulia, ha accresciuto la collezione con oggetti dal nostro Paese, e, dal 1980 al 1994, è stata in contatto con Becchina, trattando acquisti. Ma ha pure messo a punto la documentazione dei reperti poi confluiti nella collezione Fleischman, venduta al Getty ma ritenuta strumento per riciclare i reperti dall’allora Pm Paolo Giorgio Ferri. Stranamente, il nuovo frammento dell’urna di Anagni arriva proprio a lei.

Un’urna dunque di mille misteri. Tranne uno: dall’Italia, è uscita di contrabbando. Sandra Gatti, a lungo a capo dell’Ufficio esportazione di Roma, non ha trovato le tracce di nessuna autorizzazione, obbligatoria dal 1909 in poi.

tratto da Al Metropolitan i misteri dell’urna di Anagni di Fabio Isman – Il Messaggero

 

La pubblicazione di Ersilia Caetani Lovatelli sul Bullettino della Commissione archeologica comunale di Roma (1900) riguardo l’urna:

“Urna marmorea con rappresentanze di trofei.”

(immagine tratta da Ersilia Caetani Lovatelli – Bullettino della Commissione archeologica comunale di Roma – 1900)

Estratti da Anagnia di Matilde Mazzolani (1969) riguardo l’urna:

il punto 74 indicato dalla Mazzolani all’interno del territorio del comune di Anagni, vicino al confine provinciale

Estratti da RELAZIONE ARCHEOLOGICA – PIANO URBANISTICO COMUNALE GENERALE P.U.C.G. – DOCUMENTO PRELIMINARE DI INDIRIZZO D.P.I. :

Concervino (UT_171) (Mazzolani 1969, n. 72) In prossimità del Fosso del Formale, su un pendio a m 200 ca. s.l.m., si trovano i resti dei lati ovest e sud e dell’angolo sudest di un grande terrazzamento in opera poligonale. Sulla platea così delimitata si distinguono due insiemi di ambienti, pertinenti ad una villa rustica.  Il nucleo occidentale presena fondazioni a grandi blocchi squadrati di arenaria e strutture in opera cementizia con cortine a blocchetti di travertino; quello orientale, distante m 40 ca. dal precedente, conserva muri di cm 50-60, rivestiti in opus quasi reticulatum eseguito con conci di calcare. Le fondazioni, che hanno una risega sporgente circa m 40, sono realizzate a masselli in pietra locale, disposti irregolarmente e legati con malta abbondante. Sul posto si rinvengono anche mattoni a quarto di cerchio e più a valle altri frammenti ceramici e laterizi.  Vicino è nota una necropoli con tombe a camera, da cui proviene secondo la testimonianza di Ersilia Caetani Lovatelli un’urna in marmo lunense con fregio d’armi, paragonata da Sandra Gatti alla base della colonna Traiana; l’oggetto e un frammento ad esso pertinente sono stati acquisiti dal Metropolitan Museum di New York negli anni ‘80, dopo essere stati illegalmente esportati fuori dall’Italia. La distanza della villa da Anagni è di km 6.5.


posizionamento del punto ut_171 sulla cartina allegata, in zona Colle Concervino comune di Anagni.

Estratto immagini da Die Anfange des Triumphbogens, pag 29 Löwy Emmanuel 1928:

Filmato sull’Urna ripresa all’interno del Metropolitam Museum of Art di New York (fonte youtube):

 

bibliografia

Lovatelli, Ersilia Caetani Contessa. 1900. “Urna marmorea con rappresentanze di trofei.” Bullettino della Commissione archeologica comunale di Roma, 28: pp. 242–66, figs. 1–3, pls. 14–15.

Lovatelli, Ersilia Caetani Contessa. 1901. Attaverso il mondo antico, 4th edn. p. 283, Rome: Loescher.

Altmann, Walter. 1905. Die römischen Grabaltäre der Kaiserzeit. pp. 17, 133, Berlin: Weidmann.

Löwy, Emmanuel. 1928. Die Anfange des Triumphbogens. p. 28, figs. 63–66, Vienna: Anton Schroll.

Janssen, Andreas Jozef. 1957. Het antieke Tropaion. p. 182, fig. 177, Brussels: Paleis der Acodemiën.

Charles-Picard, Gilbert. 1957. Les trophées romains. pl. 21, Paris: E. de Boccard.

Wegner, Max. 1961. “Kapitelle und Friese vom Bogen der Sergier zu Pola.” Beihefte der Bonner Jahrbucher, 161: p. 274.

Mazzolani, Matilde. 1969. Forma Italia: Anagnia, Regio I, Latium et Campania, Vol. 6. no. 174, p. 124, Florence: Olschki.

Sinn, Friederike. 1987. Stadtrömische Marmorurnen. no. 94, p. 115, pl. 26e, f, Mainz: Verlag Philipp von Zabern.

Milleker, Elizabeth J., Christopher S. Lightfoot, and Seán Hemingway. 2003. “Recent Acquisitions: A Selection 2002–2003: Ancient World.” Bulletin of the Metropolitan Museum of Art, 61(2): p. 8.

Metropolitan Museum of Art. 2003. “One Hundred Thirty-third Annual Report of the Trustees for the Fiscal Year July 1, 2002 through June 30, 2003.” Annual Report of the Trustees of the Metropolitan Museum of Art, 133: p. 23.

Picón, Carlos A. 2007. Art of the Classical World in the Metropolitan Museum of Art: Greece, Cyprus, Etruria, Rome. no. 438, pp. 376, 491, New York: The Metropolitan Museum of Art.

tratta da References Marble cinerary urn Metmuseum.org

 

articolo aggiornato giugno 2018

r.m.

3 Comments

  1. L’urna non è stata trovata ad Anagni come erroneamente riportato, ma nel territorio del Comune di Gavignano. Esattamente a Concervino come si eveince dalla notizia riportata dalla Mazzolani sulla Forma Italiae di Anagni

    • grazie dott. Luttazzi per la precisazione, dove si trova esattamente questa zona di Concervino? forse al confine fra i territori di Anagni e Gavignano? visto che la Mazzolani comunque indica il punto di ritrovamento all’interno del territorio del comune di Anagni.

  2. Pingback: Patrimonio in “fuga”: la Valle del Sacco – Aquinas

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